lunedì, 19 aprile 2010

23 - SOTTO LE STELLE DEL MESSICO

sotto le stelle del messico x blog.jpg

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Quella sera, ... tutto pimpante, andai a prelevare l’Artista per una serata elegante con due donzelle appena fuori Porta Saragozza, ... La serata non iniziò nel migliore dei modi e a seguir fedelmente i proverbi avremmo dovuto intuire che, da lì a qualche ora, sarebbe finita anche peggio ... Sta sera si cerca di esser eleganti, o almeno civili. Però è difficile ripulire l’osso senza prenderlo con le mani. E’ difficile pulirsi le mani cercando sulle gambe un tovagliolo caduto a terra. E’ difficile togliere una macchia d’unto a forma (diciamo) di “trifoglio” dall’orlo della cerniera dei pantaloni.
-E PORCA PUTTANA … IL VESTITO NO!
... Era il periodo del Sotto le stelle del Messico. Un locale col nome così sintetico da dover pagare una sovrattassa sull’insegna. Un locale da spanizzi, pieno di figli di papà e sboldrine con lo zainetto della Mandarina Duck ... Entrando, ancor più del volume per audiolesi, ti investiva un violento miscuglio di profumi speziati, lacche e gel ... Vedevi gruppetti di figastre anoressiche arrampicarsi scatenate in pose hard sui pali di ferro al centro dei tavoli, neanche tanto casualmente apposti per selvaggi strip ed ombelichi prominenti ... Alla chiusura ... in condizioni di demenza allo stato brado, raccattiamo le giacche assolutamente identiche abbandonate sullo schienale delle sedie tutta la sera, recuperiamo le otarie ... e ci appropinquiamo tra svarioni malcelati verso la macchina, sonnecchiante ai piedi dell’Università di Ingegneria ...
-Dove sono le chiavi della macchina
-Che ne so Vecchio
-Cazzo … non trovo le chiavi della macchina!
-Come sarebbe che non trovi le chiavi della macchina?
-Artista … non mi pare un concetto difficile
...
-Vecchio … non c’è altro da fare che chiamare un taxi
-E lascio qui la macchina … così se qualcuno ritrova le mie chiavi se la porta a casa? … non esiste proprio
-E allora che facciamo?
Alcuni lunghissimi secondi di alta tensione elettrizzano un silenzio forzato.
-Va bene … chiamiamo un taxi …
...
Ore dieci e trenta del mattino. Sono al telefono con l’Artista per la solita chiacchierata del giorno dopo.
-Vecchio senti … però c’ho da dirti ‘na cosa
... Il Vecchio quel giorno non disse nulla.
Semplicemente riagganciò il telefono, si alzò dal letto e davanti allo specchio passò una buon quarto d’ora a pensare a qualcosa di veramente censurabile.

giovedì, 04 febbraio 2010

22 - QUELLA SERA NON GUIDAVO IO

Quella sera non guidavo io x blog.jpg

 

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davide pavlidis

 

A volte anch’io mi fermo a riflettere …

... Lo faccio davanti ad una birra rossa, o ad un buon vino nero. Lo faccio fumandomi una canna, pesante e tossica, in compagnia delle nebbie dell'alcool dietro la cortina di parole, che sguazzano nel fiume di facili combriccole nelle osterie di Bologna ... in certi casi ne parlo con l'Artista, o col Marvel e la cosa si fa seria. Nulla vien preso con noncuranza. Nulla vien discusso con la leggerezza di un argomento estraneo alla nostra vita ... son discorsi che permangono nella nostra intimità più profonda ... che si intreccia e alimenta le tensioni, le forze e le pulsioni che mantengono tale un'amicizia vera. In quei casi, tutto avviene sussurrando, per non disturbare i fragili sentimenti che sorreggono certi discorsi ... Quelle serate ci distruggono ... e ci ritroviamo come amebe, svaccati sul sedile dell'auto dell'amico a vomitargli nella tasca portaoggetti dello sportello!
L'Artista era totalmente assorto e ... l'unico neurone, che galleggiava ancora sobrio nel suo cranio pieno di refusi etilici, faceva fatica a restare a galla ... e quella sera non guidavo io.

La macchina rallenta in un lavaggio self service a cielo aperto.
-Dai scendi che do una lavata allo sportello
la vittima? Un raffinato completino grigio canna di fucile con camicia bianca e cravatta a spighe d'oro, che si riempie di chiazze scure e raggrumate di resti predigeriti.

Si riparte, ora finalmente verso casa ... La grossa Citroen gigiona sfreccia ai 130 davanti ad un posto di controllo dei Caramba!
-Merda Vecchio ... ma quella era la madama
INCHIODA e lo fa con tutta la forza che ha sul piede sinistro. Purtroppo solo allora mi accorgo di non avere le cinture! Una violenta testata non è scongiurabile. L'occhio destro rimbalza sul vetro come un uovo sodo.
Sto ancora cercando di fare una prognosi sulle conseguenze del primo impatto che irrompe il secondo: l'Artista ... ingrana la retro a tutto spiano, schizzandomi di nuovo contro il parabrezza. Sta volta in piena fronte ...
inchiodando davanti a tre stupiti Carabinieri

 

venerdì, 22 gennaio 2010

21 - IL CORTO FRANZ MALTESE

Corto Franz Maltese x blog.jpgtutto un problema di dislivelli!

 

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davide pavlidis

-Ma facciamo così ridere Artista?
-Pare di si Vecchio
-E dicci un po’ ... bella donzella ... perché?
-Forse perché gli ultimi due bicchierini sono solo dei bitter analcolici e li tirate giù come fosse grappa?
-Eh già! Mai visto prima un oste che senza la pulla davanti ha problemi di coscienza a vendere superalcolici allungati
-Andiamo al Corto ... forse ci troviamo il Franz ...
Appena fuori dal locale ci sono i soliti tre personaggi, che prendono una boccata d'aria sporca. Ciò garantisce che dentro ci sia già abbastanza ressa, fumo e ubriachezza da stordire anche senza bere.
-Vecchio guarda lì ... c'è il Franz

Magro, magrissimo. Tutto il suo perché concentrato nella materia grigia, fa sì che il capo risulti sproporzionatamente enorme. Ha una voce tenebrosa e profonda, come la sua immensa conoscenza. Un'enciclopedia ambulante, raccontata come una telecronaca di Sandro Ciotti. Il suono gutturale del monofono Franz rende le parole quasi inudibili in quel casino da far west parrocchiale e la mia attenzione ... viene attratta da una melodia piena e graffiante di una voce femminile dal fondo del salone adiacente. Mi arrampico su uno sgabello di qualcuno, che ha avuto la malaugurata idea di alzarsi. Ogni nota è una conquista, una vittoria della delizia, un passo verso l’inganno dell’inconsapevolezza, che mi nasconde il fatto di esser sempre più ubriaco.
Finalmente la cantante decide un minuto di pausa. Devo conoscerla, devo complimentarmi, farle sapere che è la mia musa ... Devo … devo … e mi decido. Poi lo SCHIANTO! Il botto è terribile. Ovattato colpo di grancassa! Ancora una volta me stesso mi ha fregato … e alla grande, direi!
Passata mezzora di vergognosa meditazione nei cessi del locale ... era ora di cambiar aria ... Abbracciati come due amiconi ubriachi, ripresi di spalle sulla strada del tramonto in un film operaio di Nanni Moretti, ci allontanammo verso i portici di via Irnerio.
-Ciao ragassuoli ve mo lì chi ti incontro! Ma va là! l’Artista ed il Vecchio … Ehilà maestri! Mo cosa mi raccontate di bello?
La voce ... sfregiata ... la conosciamo bene. Altro che se la conosciamo!
Niente nomi prego … il rischio è grosso perché la persona è importante e l’anonimato diventa d’obbligo! ... Senza nemmeno troppe chiacchiere in più, eravamo già comodamente polleggiati nell’abitacolo. Lei svaccata sui sedili posteriori ... l’Artista al posto di guida ... ed il ... Vecchio, placido, ... al posto del morto. ... Mentre sentivo la fronte picchiare duro, per il tiro troppo violento, mi resi conto di assistere ad un teatrino schizofrenico, come un parroco annoiato in ascolto di una fedele dietro la grata di un confessionale ... Poi Lei di colpo inizia a picchiare contro il vetro ...
-Stronzi siete dei grandissimi bastardi figli di puttana!
-Ma a chi sta urlando?
-Ad una macchina della polizia
L’Artista mi afferra per il braccio
-Ehi ragazzi stiamo calmi … pare che stia tornando in dietro
-Merda se ci beccano col cannone … ti giuro che ti prendo a pigne quel tuo bel musetto

venerdì, 01 gennaio 2010

19 - QUELLA GROSSA GRASSA PASQUA GRECA

Cartone doppio x blog.jpg

... perché tra

i due litiganti

il terzo ci rimette

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davide pavlidis

Come un anonimo alcoolista che ... ammette:“Amici ci sono ricaduto ho scritto e mi è piaciuto. Dentro di me so che non voglio smettere. Mi dà una sensazione di benessere, di onnipotenza. Aiutatemi, vi prego, perché da solo non mi fermerò” ... poi eccola fievole, tremante, tenue la macchia di un ricordo ... Sento l'odore della brace, dell’agnello, delle foglie secche sotto i piedi, del profumo muschiato di aprile nella campagna bolognese ... E senza accorgermene è fatta: sono immerso in un altro racconto ... Mi dirigo verso il ritrovo culinario a braccetto con la mia inseparabile amica: un bicchiere di Dafne Nera di Patrasso ... Il Manipolo è insolitamente al completo, anche degli outsider come il Moke ... il solito Marmo che fa le sue arringhe da “fronte del porto”, anche quando parla del Bologna Calcio ... iniziano a partire insulti tra lui ed il fratello dell’Artista. Un confronto tra giganti ... e in mezzo il Vecchio ... come un arbitro che, ammonendo entrambi, rischia più dei contendenti ... e incassa un bel destro incrociato ... Il respiro soffoca e affoga in un acquoso calore che sgorga dalla bocca ... Era proprio il caso di dire che tra i due litiganti il terzo ci rimette e si ritrova ... in compagnia della sua inseparabile ... Dafne Nera di Patrasso ... Poi una bella boccata dal filtro di cartone giallo sporco ... Mi guardo intorno:
-Ma tu hai visto l’Artista?
-No Kosta a dir il vero sono ore che non lo vedo
... mi alzo ed a squarciagola inizio a chiamare l’Artista ... La cosa si protrae parecchio in un bucolico quadro tragicomico ... fintanto che non sento frusciare davanti ai miei piedi, da un mucchio di foglie secche d’acero ...
-Vecchio lo riporti a casa tu … per favore
-Certo Kosta non ti preoccupare
Intanto sono più ubriaco di lui!
Dopo una decina di chilometri scortati dal Moke in moto ... il silenzio imbarazzato dell’Artista ... si dissolve non appena intuisce di essere nel parcheggio di casa. Lo mettiamo seduto sul suo letto. Dalla cucina si sente la madre dell’Artista che cerca di contenere l’ira del pater familiae ... Lo svestiamo, chi dalle scarpe chi dalla camicia ...
-Vecchio ho da stracciare … aiutami
La vista confusa lo tradisce e si sposta a lato convinto così di avere davanti la porta aperta. Spalanca le fauci e da sfogo ad una valanga di blob rosso e sanguinolento. Purtroppo però ... l’Artista si pronuncia:
-Ragasshi … casso … ho sbagliato mira!

venerdì, 27 novembre 2009

18 - THE BUS STOP

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storie di due manichini de…ambulanti

 

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presentazione grafica a cura di davide pavlidis

L’autostrada dritta come un fuso e la Virba che ulula 200 acuti decibel di puro dolore...di ritorno dal matrimonio del Bicio a San Marino, con qualche latente postumo di sobrietà...Rivolti alla campagna con un’inclinazione di 15° rispetto all’asse della strada, per evitare l’effetto boomerang del Maestrale, due distinti ventenni...evacuano abbondanti folate d’urina
-Che si fa per digerire il brucior di stomaco di tutto quello champagne?
-Non lo so Artista … ti va lo Spatenkeller?
Li quella sera ci servì da bere un personaggio decisamente alternativo ...L’Artista era sgodevole oltre le sua capacità di autocontrollo e non si faceva problemi ad intortare la cameriera con approcci pacchiani, ritriti e scontati...Spettacolo! Momento capolavoro! Scena più unica che rara! Squarcio di sole nelle penombre dell’Ade! Non sarei intervenuto a favore del Ricciolo nemmeno se mi avessero pagato...Intasco il foglietto ed incasso un vantaggio inaspettato: Vecchio 1 Artista 0
Dalle parti del Malpighi la notte si affolla di sbarbi in divisa, sulla strada di ritorno dalla libera uscita...Per fortuna la macchina curva da sola, cambia le marce e accelera qualche istante prima di battere in testa...In fondo a via Schiassi allungo la frenata e parcheggio in curva, rannicchiando le sospensioni sul marciapiede...
-Senti Vecchio, che ne dici di andare a riprenderci da Lady D … una stravaccata sul suo divano a berci un caffè corretto
Destino vuole che L’Artista abiti a 200 metri dalla sua donna e a duecento da Lady D... Intanto, zippo alla mano, cerco, prono, il campanello della Lady...Piombo il dito sul campanello...e solo dopo una mezzoretta è tornata la quiete...Passa una macchina con tre tipi vestiti tutti e tre allo stesso modo … Si ferma e ci squadra … con lo sguardo da pantera...
-Beh Vecchio dopo questa … io vado in branda, anzi no … prima … ci vuole una foto!

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mercoledì, 04 novembre 2009

16 - IL BARATTOLO GIALLO-TOPO

E che colore è il giallo-topo?Giallotopo blog.jpg
Forse un giallo con sfumature beige caghetta?
Un giallo rancido un po’ spento?
Per capirlo bisogna fare rewind, riavvolgendo le esperienze fino agli ultimi anni novanta...In tale epoca l'Artista abitava a Corticella, quartiere periferico bolognese...Si era trasferito da poco...e ancora c'era più baraonda in casa che in cantina...Da scendiletto il pannolone dello zio ottantenne paralitico, ad esempio, che nella stanza a fianco rantolava ad occhi chiusi sogni di giovinezza proibita:
-Puttana ... puttana ... sono tutte puttane ...
La sera, dopo cena, mentre la tv sintonizzata su Telemarket esaltava le doti di un discutibile pittore, uno squittio di disappunto fece eco nella stanza...All'improvviso, però ecco di nuovo i rumori della sera prima. Stavolta però nell'atelier...Fatto sta che i girasoli sono gialli e quindi l'Artista decide che sia giunto il momento di un flashata tinta bile, riemersa dalle colorate effervescenze acriliche sniffate suo malgrado...
-Ma cos'è?
Una spennellata pesante, un po' di carta assorbente e dal blob trapela l'identità di un ruvido e peloso corpo estraneo...Quel giorno, sulla moquette imbrattata da macchie di colore, allora l'Artista tracciò una piccola croce gialla fra uno schizzo di blu e una virgola rossa...
-Ehi Ricciolo ... ma che cazzo è quella ics sulla moquette?
-Quella? … un ... momento di sostanza ...

PRESENTAZIONE GRAFICA a cura di DAVIDE PAVLIDIS

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mercoledì, 21 ottobre 2009

15 - I MARTEDI AL DEPOT

chihuahua-toupee-invertion.jpgIl Depot. Un locale veramente underground, nei sotterranei di Bologna. Un ambiente allestito a sipario di una spontaneità inattesa, di una bolognesità che non si faceva remore a mostrarsi per quel che è, senza bisogno di ostentare. In un clima cupo e un po’ noir si scavava uno spazio ai margini della cultura di nicchia e della spazzatura pop... Non era certo la prima volta che si andava al Depot, ma evitavamo di abusarne per mantenere intatta quell’atmosfera alternativa alle nostre solite serate alcooliche ... Il quartetto cetra, invece, era in serata solo-femmine-allo-sbando e guai a chi non si diverte. Noi viceversa eravamo in serata solo-maschi-da-sempre e non avevamo bisogno di costrizioni per divertirci. Ci bastava deridere gli sguardi sostenuti di quelle quattro powerangers ... A volte è proprio vero … bisogna solo aver la pazienza di attendere e la giustizia arriva, crudele, diretta, feroce, spietata! E In pochi secondi succede il finimondo! ... Varchiamo nuovamente la soglia affollata di forti contrasti di sudore, chacharel, piscio di cane e Hugo Boss. Ho bisogno di ripulirmi l’olfatto dai piccanti postumi da ressa e mi accendo una paglia. -Me ne daresti una? Un tipo villoso dalla barba incolta la maglietta a rete scollata e un centinaio di anelli intorno al polso mi si appropinqua, rubandomi la paglia di bocca.

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venerdì, 09 ottobre 2009

14 - LE STORIE DI ESOPO

il lupo e la pecora.jpgSarà per le mie origini un po’ esterofile, che i miei ricordi non son ricchi di novelle Disneyane politically correct ...  Ricordo con sussurrata nostalgia le mani incallite di mia nonna che sfogliano le pagine ruvide di un libro di storie di Esopo ... Mia nonna è sempre stata vecchia, anzi antica, come la sua saggezza contadina ... Forse per questo è per me irresistibile il reiterato richiamo al trascorso ... anche quell’anno con l’Artista ... ci imbarcammo per la patria delle Cariatidi, sul traghetto del disimpegno fatto di sabbia, suflaki, sole e mussakà ... usciti dal porto di Patrasso veleggiavamo sulle onde sonore delle cicale, con gli scoscesi cipressi a manca ed il blu salato riflesso di sole a destra ... Guardando nello specchietto intravedo un’immagine nota. Mercedes SLK color argento … con capotte abbassata, targa tedesca e due tizi sopra che smanacciano l’aria oltre il parasole ... Non sono prevenuto nei confronti degli omosessuali ... Ma le checche proprio non le sopporto ... E due tipiche checche isteriche che a due tavoli di distanza salutano ed, ormai in modo evidente, ammiccano nella nostra direzione, mentre spolpano maliziosamente ostriche e aragoste ... Dai Vecchio … non ci credo … ci stanno dietro da più di trecento chilometri ... Libretto di circolazione. Patente. La macchina di chi è! Mia. Ok … ragazzi c’è il sequestro! ... Accelero nuovamente su per una ripida serie di interminabili serpentine asfaltate tra sassi rossi e alberi bassi sperando di scrollarmeli di dosso ... Forse hanno desistito o forse il messaggio di rifiuto è giunto chiaro ed efficace. No culo No party! ... Inchiodo. Ingrano la retro, che inizia a miagolare fino a pochi metri dal cadavere. In effetti è una volpe ... Frenatona! I due passeggeri ci guardano perplessi e cercano di interpretare la situazione!... Una storia di Esopo, di Grecia, di volpe e di due checche d’uva.

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lunedì, 14 settembre 2009

12 - GNOCCHI AL BORGONUOVO

 

buchetta posta.jpg

Tentammo il pericoloso attraversamento verso l’ingresso del Borgonuovo ... Come sempre, prima ancora di annunciarci all’oste, affondammo le mani in finti bracieri ai margini dell’ingresso, risollevandole piene di semi di zucca da sgranocchiare nell’attesa delle pietanze ... Ci appollaiammo mesti a testa bassa a beccar granaglie ... -il solito … capo
Una versione romagnola della voce profonda e rauca di Sandro Ciotti
-due gnocchi al gorgo e un pinot grigio, giusto?
-Vai con dio … e non ti dar fretta che prima c’abbiamo da fare
Uscendo dall’osteria l’Artista notò ... un portone aperto ... Sull’uscio un corridoio nero, che sapeva di muschio, sboccava varianti di color verde di un piccolo cortile interno. Sul lato destro, sbilenco, un blocco di sette buchette della posta ... si reggeva appeso al muro solo da due ganci semi-scardinati
-Cazzo fai vecchio … dai dai teliamo
-E che merda ci faccio con ste cazzo di buchette?
... La corsa è scoordinata. Più volte rischiamo di cadere e un po’ di posta svolazza sulla strada. Che fare? ... Finalmente dopo una decina di manovre riusciamo a prendere il largo ... Un dieci e lode per la rapidità di fuga ...Sembrava tanto l’intento velleitario di un bradipo che scappa dall’agguato di un giaguaro ... Dalle parti di via Stendhal vediamo l’orizzonte lampeggiare di luci azzurre ...
-Mi sa che è un botto di pirla giù per il fosso!
-Cazzo c’avrà da guardare quello
-Secondo te Vecchio? … una macchina rosso sangue -elaborata come un dragster -con su due ventenni dalla faccia etilica -alle quattro e mezzo del mattino -in giro col baule mezzo aperto -da cui sporge un blocco di buchette della posta … secondo te cazzo c’avrà mai da guardare!?

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mercoledì, 09 settembre 2009

11 - ISIRAIDER

INDIAN LERRY.jpgLa pochezza di un uomo è inversamente proporzionale alla sua presunzione. Per questo, forse, Indian Larry è sempre stato il mio idolo isiraider. Un grande uomo dalle poche pretese ... Il tempo di scoprire che per essere un vero isiraider devi avere un vero conto in banca ... Quella notte, di un altro gennaio senza neve ma con tanto ghiaccio, stavamo concludendo un inizio al Depot ... accasciati a bere un pessimo Maraschino ai Vini d'Italia ...Un dilagante bruciore di stomaco stava battendo al quindicesimo round il mio mal di testa. E così la decisione fu presa. Si va al Borgonuovo ... L’Artista continua a ridere è preso da una insana euforia ... Fino a quando dopo una sincopata risata isterica tenta un’acrobazia improbabile ... L’Artista è ancora per terra. Le lacrime gli scendono dagli occhi ... Così come Batman armeggia con la sua cintura tirando fuori sbalorditivi marchingegni ferma-cattivi, L’Artista tira fuori dalla macchina la sua valigetta e superboy si scatena.

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